20 Febbraio 2006, Palermo - Aula magna, Facoltà di Lettere

Viale delle Scienze, Università di Palermo

OLTRE  KYOTO:

 per un modello energetico alternativo

in Italia e in Sicilia

Relazioni del convegno:

- Cipolla Nicola

- Ancona Pietro

- Bellomo Walter

- Di Cristofalo

- Lo Balbo

- LoBello Pino

- Lunetta M.

- Mangano Alberto

- Messina

- Naggi Gianni

- Naso

- Barbera

- Contorni

- Federico

- Rappa Rosario

- Silvestrini Gianni

- Tripi Italo

Intervento finale di:

Rita Borsellino

 

 

 

 

Intervento Ancona Pietro  (pomeriggio)                 

  

 

 

La Sicilia dovrebbe riconsiderare le scelte compiute negli ultimi anni e che hanno condotto allo smantellamento degli enti economici regionali, all'instaurazione di principi di privatizzazione e
di non ingerenza della Regione negli affari economici.

Desidero sottolineare che se oggi disponiamo di un valido approvvigionamento energetico dovuto al metano proveniente attraverso il metanodotto dall'Algeria questo si deve  al coraggio ed alla lungimiranza dell'Ente Minerario Siciliano sostenuto dal governo della Regione che costituì una società con la Sonatrac algerina (il corrispettivo del nostro Eni) e poi diede incarico alla Bectel di compiere gli studi di realizzabilità della posa del metanodotto nel Mediterraneo fino a seicento metri di profondità.

Il Consiglio di Amministrazione dell'EMS fu trattato con molto scetticismo perchè si riteneva pazzesca ed avventuristica la proposta ma quando gli studi, dopo un anno, furono terminati, l'Eni (che voleva il trasporto per navi metaniere con impianti di liquefazione del gas) voleva comperarceli per un ammontare dieci volte superiore.
Insomma il metanodotto che oggi ci dà il 26% del consumo nazionale è stata opera di un Ente regionale poi chiuso dopo la ventata di criminalizzazione giudiziaria legata peraltro ad altri eventi.
Per questo motivo, ritenendo che soltanto la struttura pubblica possa compiere scelte di interesse collettivo legate al lungo periodo sono dell'opinione di proporre una revisione della decisione di
chiusura dell'EMS e la riappropriazione della Regione dei poteri ceduti o delegati a privati.