20 Febbraio 2006, Palermo - Aula magna, Facoltà di Lettere

Viale delle Scienze, Università di Palermo

OLTRE  KYOTO:

 per un modello energetico alternativo

in Italia e in Sicilia

Relazioni del convegno:

- Cipolla Nicola

- Ancona Pietro

- Bellomo Walter

- Di Cristofalo

- Lo Balbo

- LoBello Pino

- Lunetta M.

- Mangano Alberto

- Messina

- Naggi Gianni

- Naso

- Barbera

- Contorni

- Federico

- Rappa Rosario

- Silvestrini Gianni

- Tripi Italo

Intervento finale di:

Rita Borsellino

 

 

 

Intervento  Rita Borsellino       (candidata alla presidenza della regione)                                

 

Ringrazio tutti per aver ricordato questo termine discontinuità, che veramente ha tracciato fin dal primo momento, tutto questo percorso della mia candidatura, qualcuno la chiama avventura, a me piace chiamarlo percorso, perché io lo ritengo un passo in più rispetto a quello che si è fatto fino ad adesso. Credo che sia la valutazione di un percorso che in questi anni si è svolto tutti insieme e che adesso trova la sua concretezza in questo gesto che rappresenta si discontinuità, ma che fino ad adesso è stato fatto. Vi do alcuni elementi di questa discontinuità. Io leggo molto, a me piace documentarmi ti tutto quello di cui si parla. Io ho sempre diffidato dei tuttologi, io sono qui soprattutto per ascoltare. Ascoltare gli esperti, quelli che attorno a questo hanno fatto degli studi, delle esperienze, delle battaglie. Quindi tutti quegli elementi che io ascolto per farne elementi di un programma.

Allora l’idea del cantiere è proprio questa, perché il programma non lo faccio io da sola. L’importanza del cantiere è proprio mettere insieme tutto questo, e non soltanto l’elaborato programmatico del partito che è pure importante, ma bisogna metterlo in confronto con le varie esperienze che si sono fatte, metterlo in confronto con gli studiosi e gli esperti e da questo insieme fare uscire il programma che non è il programma di Rita Borsellino, ma è il programma dei siciliani. Quindi ognuno ha buon diritto di dire, lo metta su un tavolo, su un cantiere come l’abbiamo voluto chiamare.

E tutto quello che oggi qui si è discusso è un materiale importantissimo per il cantiere. La cosa che voglio sottolineare è che c’è un cantiere dedicato a energia, acqua e rifiuti, e non è un caso che questi tre elementi siano messi insieme, proprio per quello che anche da qui è venuto fuori.

Questi elementi che sono venuti fuori oggi sono come mattoni per far venire fuori l’elaborato del programma.

Come dicevo a me piace molto ascoltare, ed infatti sono dispiaciuta per non essere stata qui fin da stamani, ma oltre alla fase dell’ascolto, la mia campagna elettorale si basa su un’altra fase, infatti io sto portando avanti una serie di relazioni, che già c’erano, e che sto rinnovando, sto approfondendo, trattandole su un piano diverso, con il resto d’Italia. Ho tessuto tutta una serie di relazioni con tutte le regioni d’Italia, a partire da un punto di vista diverso. Prima era un punto di vista della memoria, della condivisione, e poi dell’elaborazione di un piano che portasse ad una coscienza civile diversa da quella che fino ad adesso c’è stata, e che penso abbia anche contribuito a questo risveglio che c’è in Italia. Perché pare che la speranza di un cambio di rotta possa essere abbastanza concreta, sia a livello nazionale che regionale, perché davanti a quella sorta di follia collettiva che portò la gran parte di italiani, e ancora di più i siciliani, a scegliere Berlusconi e Cuffaro, ed abbiamo visto i risultati.

Sto vivificando questi rapporti che avevo con tante amministrazioni, persone, associazioni, per aumentare e sollecitare l’attenzione di fronte a questo percorso siciliano, perché è importante che davanti a questo percorso ci sia l’attenzione positiva da parte del resto d’Italia.

Quello che noi stiamo vivendo e dobbiamo vivere come fase elettorale ed anche come fase post-elettorale, sia che vada bene o che vada male, noi dobbiamo suscitare attorno al paese una grande attenzione positiva da parte di tutto il resto d’Italia. Perché i fatti della Sicilia, ancora di più adesso, sono dei fatti non solo della Sicilia, ma fatti nazionali. E proprio per le cose che si dicevano prima, delle opportunità che la Sicilia può vivere, per l’area di libero scambio, per i fondi europei, la Sicilia ha la grande possibilità di diventare traino dello sviluppo economico anche del resto dell’Italia, perché, come diceva anche Prodi, la Sicilia ha grandi opportunità di sviluppo che altri regioni non hanno, perché molti hanno già raggiunto il tetto, hanno già dato il massimo di quello che potevano dare, ma noi dobbiamo veramente cominciare su questo piano dello sviluppo.

Allora stringere questi rapporti è importante non soltanto perché gli altri ci guardino con attenzione,  ma anche perché gli altri collaborino, ed io ho ricevuto offerte di collaborazione in tutti i sensi, e non ultimo il fatto che la gente comune che mi conosceva, che ho incontrato, si sta dando da fare perché dice “io non posso votare” e vogliamo sostenere questa campagna finanziandola, e si stanno moltiplicando le iniziative di finanziamento della campagna elettorale, il che non è male; perché siamo messi un pò maluccio da questo punto di vista, soprattutto sapendo quali sono i mezzi materiali che gli altri possono mettere in campo. Quindi mettiamo in campo anche mezzi morali, legati ad esperienze, ad esempio di altre regioni, che possono dire come hanno fatto loro nel campo energetico, raccontando la loro esperienza. E tutto questo ce lo stanno offrendo materialmente in termini di persone disposte a venire, disposte a mettersi in gioco, anche nella discussione all’interno dei cantieri.

Quindi per questi motivi sono stata di recente a Firenze, in Emilia-Romagna, ecc. Sono stata a Bruxelles, ma non per fare un giro turistico, ma io ho pensato che se dovessimo vincere le elezioni, dall’indomani noi ci dobbiamo mettere subito a lavorare, quindi dobbiamo essere subito pronti. E per essere pronti dobbiamo sapere che cosa possiamo fare, che cosa non è stato fatto, quali sono le occasioni che sono state sciupate, quali sono le possibilità che ci sono ancora, a proposito di come sono stati spesi i soldi di agenda 2000, perché sarà pure che li hanno spesi, ma li hanno spesi male perché i risultati non ci sono. Di tutto quello che l’Europa ci aveva detto su cosa si doveva fare con quei soldi, di cosa dovevano produrre, praticamente non è venuto fuori niente. Ed io che ho incontrato personalmente non soltanto i gruppi consiliari, ma ho incontrato anche il commissario alla pesca, il responsabile dei trasporti, mi son sentita dire – io che sono soltanto candidata – “ma questo non è stato fatto, questo nemmeno; questo è stato chiuso, non sono arrivati i progetti, gli elaborati, i documenti”. Addirittura il commissario alla pesca mi ha detto: “quando sono le elezioni?”; lui si è guardato le date e ha detto “vediamo allora di soprassedere ancora un po’, perché si devono chiudere, ma io sono anche disposto a venire a Mazara a parlare con i pescatori”. E tutto ciò lo dice a me che sono semplicemente candidato alla regione? Ed il presidente della regione Cuffaro cosa ha fatto fino ad oggi? Abbiamo la marineria ferma, sia i pescatori che gli armatori in sciopero. Abbiamo la marineria letteralmente in sfascio e lui dice, aspetto un po’ e poi vengo, segno che non c’è e non c’è stato rapporto né positivo né costruttivo. E lo stesso il responsabile dei trasporti che mi spiega tutta la faccenda delle autostrade del mare, sulla quale io mi ero documentata. E mi dice: “avevamo chiesto i progetti e non sono arrivati, quindi l’Italia resta fuori”, ma dico io, come l’Italia resta fuori? La Sicilia che si trova al centro naturale di questa straordinaria occasione delle autostrade del mare, che tra l’altro non costano nulla, perché il mare è già lì. Si tratta di adeguare i porti, di mettere strutture, e non ci sono i progetti. Barcellona ad esempio ha già adeguato i suoi porti e quindi basta niente ad essere scavalcati.

Allora io non mi sto limitando a fare il giro per dire alla gente: Votatemi! Io non voglio fare promesse sciocche che non hanno nessuna base; io sto provando a vedere che cosa davvero si può fare, dopodichè dirò ai siciliani le opportunità verificate, le opportunità sono queste, possiamo e dobbiamo fare queste determinate cose. Se voi vorrete lo faremo insieme. Altrimenti prendetevi la pioggia di euro che arriva da una parte e dall’altra, ma non avremo sviluppo e continueremo in questa situazione che sarà sempre peggio.

Io qui oggi non dovevo fare una relazione sulle energie rinnovabili, sul piano energetico che è normale che si debba fare, siamo l’unica regione ancora a non averlo fatto. In altri posti è stato fatto ed è rimasto sulla carta, ma noi lo dobbiamo fare e fare davvero! Lo dobbiamo fare perché serve. Quando vedo che in Germania si sono creati 150.000 posti di lavoro attorno all’energia solare, mi sono chiesta, ma in Germani quanto sole hanno rispetto a noi? Ma è quasi immorale non prendere in considerazione certe cose, non soltanto per il problema dell’inquinamento e tutto il resto, ma proprio perché sono delle cose che sono lì e non si è voluto utilizzare, perché il fine era un altro. Non è soltanto per incapacità che certe cose non si sono fatte, non si sono fatte perché c’era un disegno ben preciso. Perché se la Sicilia si sviluppa, se ci sarà lavoro, se non ci sarà più questo sistema elefantiaco e terribile del precariato, quando invece ci saranno persone che lavoreranno e si potranno realizzare, sarà un pochino più difficile fare voto di scambio. Quindi io credo sia stato un piano ben studiato, perché per portare avanti un tipo di governo come quello che c’è stato è necessario che la Sicilia non si sviluppi.

Allora se noi vogliamo essere liberi e quindi vogliamo svilupparci per essere liberi è un conto, se noi vogliamo continuare a ricevere favore personale, se vogliamo continuare a vivere di settimana in settimana, il discorso è un altro.

Io dico una cosa, è vero che ci dovranno essere i pali dell’energia eolica e che bisogna stare attenti a dove si collocano, non certo davanti al tempio di Giunone, ma questo è chiaro. Bisogna però considerare anche altre cose; chi si è mai preoccupato dei paesaggi siciliani? Una volta, una giornalista tedesca mi disse: “ma cosa sono tutte queste cose azzurre sui vostri tetti?”, che sembrano le case dei puffi. Si è mai preoccupato nessuno dei nostri paesaggi deturpati dai tutti i serbatoi sui tetti di ogni casa? E perché ci sono i serbatoi dell’acqua sui tetti? Dice Cuffaro che ora c’è l’acqua in ogni rubinetto. Io non so se a Enna e Agrigento ha potuto mettere questi manifesti, perché qua a Palermo forse lo può dire e anche a Catania.

Allora noi dobbiamo essere molto razionali, dobbiamo essere molto attenti a quelle che sono le conseguenze dell’attuazione di determinate cose, ma ci dobbiamo porre davanti un obiettivo preciso, noi le cose le dobbiamo fare !!!

Allora discutiamo adesso, ne discutiamo bene, nei convegni che fatti a questo livello sono straordinari, ne discutiamo nei cantieri, mettiamo tutte le nostri opinioni a confronto, ma da lì dobbiamo uscire con un programma che poi va attuato!

Perché se la Sicilia si deve sviluppare davvero, i siciliani devono tornare ad essere liberi elettori, oltre che liberi cittadini.

Quello che verrà fuori nel programma è vero e noi lo dovremo attuare. Io dico sempre una cosa, stiamo facendo questo programma partecipato per un motivo ben preciso, perché non solo i siciliani si devono sentire protagonisti, ma perché soprattutto si devono sentire responsabili e quindi una volta che questo programma sarà scritto, ognuno sarà responsabile di quel programma e della sua attuazione.