20 Febbraio 2006, Palermo - Aula magna, Facoltà di Lettere

Viale delle Scienze, Università di Palermo

OLTRE  KYOTO:

 per un modello energetico alternativo

in Italia e in Sicilia

Relazioni del convegno:

- Cipolla Nicola

- Ancona Pietro

- Bellomo Walter

- Di Cristofalo

- Lo Balbo

- LoBello Pino

- Lunetta M.

- Mangano Alberto

- Messina

- Naggi Gianni

- Naso

- Barbera

- Contorni

- Federico

- Rappa Rosario

- Silvestrini Gianni

- Tripi Italo

Intervento finale di:

Rita Borsellino

 

 

 

 

Intervento Di Cristofalo Salvo  (ElettroSannio)   (pomeriggio)  

 

 

 

Il mio compito è quello di presentarvi cosa l’industria italiana ha fatto e cosa potrà fare per quanto riguarda questo settore delle fonti rinnovabili.

L’ElettroSannio, l’azienda che rappresento che ha anche un ufficio a Palermo, oltre che interessarsi di impianti in generali, ha anche un settore dedicato esclusivamente al rinnovabile. In particolare una fabbrica di pannelli solari.

Un pannello fotovoltaico viene prodotto, in maniera sintetica, attraverso 6 passaggi.

1-     Si comincia dalla materia prima che è la cella fotovoltaica, prodotta in Scandinavia, in silicio policristallino di una efficienza del 15%.

2-     Si saldano i contatti elettrici che servono per assemblare in serie parallela le celle fotovoltaiche.

3-     Nel terzo passo si una un apparecchio progettato e realizzato dall’azienda per prendere queste 36 celle con sistema a ventosa ed evitare così di distruggerle.

4-     Il tutto viene messo in un forno di laminazione, il quale oltre che riscaldare per circa un’oretta il pannello, serve anche per aspirare aria e creare il vuoto, perché ovviamente le più piccole bolle d’aria possono inficiare l’efficienza del pannello stesso.

5-     Il vetro è un vetro molto resistente, sul quale vengono fatte una serie di prove di resistenza, come sparare pile di acciaio a 80 Km/h.

6-     Infine viene messa la cornice per separare i vari pannelli posti in serie.

 

Il pannello che esce dalla produzione viene messo dentro un simulatore solare. Questo serve per controllare che le condizioni standard a cui viene poi dichiarato come potenza un pannello, ad esempio 85 Watt di picco. Quindi si opera con una lampada che spara dei flash a 1000 Watt, ottenendo così la curva di potenza V x I.

L’ElettroSannio ha già realizzato diversi impianti anche in Sicilia, ad esempio a Modica in un agriturismo, dove i pannelli sono stati realizzati su un riparo di un’area ricreativa; o anche a Palermo, in diverse scuole come in una scuola materna, realizzata su una facciata vetrata, per schermare parzialmente questa facciata particolarmente esposta ai raggi solari, utilizzando dei pannelli opachi. Tali pannelli, prima dell’installazione della pompa di calore, aveva azzerato i consumi elettrici di questo edificio.

Un altro intervento non fotovoltaico, sempre a Palermo, ma che riguarda l’energia rinnovabile riguarda una pompa di calore a gas metano con scambio geotermico, ovvero con scambio del calore del terreno che viene accumulato proprio dal sole. Quindi d’inverni si frutta questo calore per integrare la caldaia e si risparmia metano, ma d’estate il calore viene dissipato nel terreno. Trovando una falda acquifera ad esempio lo scambio termico migliora, ma bisogna ricordare che il circuito è chiuso, per cui non si rischia nessun inquinamento della falda.

Per ultimo l’azienda ha un programma di realizzazione di un veicolo ibrido con motore endotermico elettrico e pannelli fotovoltaici per aiutare la ricarica delle batterie. Il prossima passo sarebbe quello di utilizzare celle con una maggiore efficienza, ma sicuramente la tecnologia va avanti e si stanno sperimentando nuove soluzioni.

L’azienda sta anche sperimentando un aerogeneratore, di circa 15 Kwatt.