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20 Febbraio 2006, Palermo - Aula magna, Facoltà di Lettere Viale delle Scienze, Università di Palermo OLTRE KYOTO: per un modello energetico alternativo in Italia e in Sicilia |
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Relazioni del convegno: - Lo Balbo - Mangano Alberto - Messina - Naso - Barbera - Contorni - Federico Intervento finale di:
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Intervento Mangano Alberto (pomeriggio)
Partiamo dalla parola che Rita Borsellino ha usato nel momento in cui ha deciso di scendere in campo: “discontinua”, perché è di per se il programma delle regionali, cioè tutto ciò che avviene ed è avvenuto in regione negli ultimi 30 anni, è esattamente il contrario di quello che dovremmo fare noi, quindi una discontinuità, una rottura totale con tutto ciò che è accaduto. E se c’è un campo in cui la discontinuità va praticata fino in fondo, è il modello di sviluppo che noi abbiamo davanti. Tutte le questioni che abbiano affrontato oggi ci hanno rappresentato una prospettiva drammatica non per i siciliani, non per gli italiani, ma per l’intero pianeta, cioè per la sopravvivenza dell’umanità. E tutto ciò che si muove per resistere a questa prospettiva è assolutamente inadeguato e insufficiente. Allora se noi trasferiamo da questo macrosistema, al sistema della politica regionale, questo concetto di assoluta inadeguatezza, persino nelle migliori intenzioni, ci rendiamo conto che il lavoro da fare è di sovversione generale. Ci vuole ovviamente il piano energetico, ma ci vuole che le risorse che la regione fin’ora ha utilizzato, con un meccanismo che qualcuno può dire clientenale alla Cuffaro, che certamente è a pioggia sparso su tutte le attività della regione, vengano finalizzate ad un obiettivo che è quello del cambiamento del modello di sviluppo, in cui la questione energetica, ma anche quella dell’agricoltura, la questione della gestione del territorio, della valorizzazione delle risorse, si legano all’interno di questo quadro. Allora bisogna recuperare alcuni strumenti, per finalizzare le risorse ingenti che la regione ha fino ad ora sperperato in un unico obiettivo, quello di creare un modello di sviluppo sostenibile che parta dalla questione energetica, perché la questione energetica non è questione di settore, ma è la base di qualunque attività umana. Allora se questo è vero, suggeriamo a Rita di dotarsi di quello che potremmo chiamare un’autorità di valutazione, che può essere una persona o anche un organismo, di valutazione della sostenibilità di tutte le azione che la regione mette in campo, e di valutazione della sostenibilità rispetto agli investimenti che vengono fatti. Un investimento non può avere come ritorno soltanto il fatto di propagandare l’immagine della Sicilia, ma deve avere come ritorno un pezzettino di sostenibilità che viene guadagnata, perché altrimenti abbiamo dissipato energie finanziarie. L’altra questione è però che dobbiamo inventarci qualche strumento nuovo. È come quando si fa una valutazione sull’impatto ambientale; qui si fa una valutazione di impatto sulla sostenibilità di ogni azione che l’amministrazione va a fare. Il ministero dell’energia, come diceva Bellomo, più che un ministero all’energia, qui in Sicilia più che un assessorato all’energia, abbiamo bisogno di un soggetto che batti la sostenibilità. Credo che questo sia forse l’elemento che assorbe la complessità della questione ambientale ed energetica, la questione dei posti di lavoro, della ricchezza che si può produrre, dell’innovazione tecnologica che abbiamo qui ma che non ci appartiene, perché la possiamo solo comprare per portarla poi in Sicilia. Questa potrebbe essere una idea vincente insieme alla discontinuità che Rita ha già posto al centro del suo programma. |
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