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20 Febbraio 2006, Palermo - Aula magna, Facoltà di Lettere Viale delle Scienze, Università di Palermo OLTRE KYOTO: per un modello energetico alternativo in Italia e in Sicilia |
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Relazioni del convegno: - Lo Balbo - Messina - Naso - Barbera - Contorni - Federico Intervento finale di:
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Intervento Messina (Legambiente) (pomeriggio)
Ho ascoltato attentamente tutti gli interventi e sono assolutamente tutti condivisibili, soprattutto per quanto riguarda la situazione di mirare ad una autoproduzione. Però vorrei aprire subito una parentesi su qualcosa che non ho sentito citare e che mi preoccupa notevolmente. Uno dei paradossi tutto italiano è collegato praticamente alla questione che in Italia noi siamo gli unici paesi che consideriamo i rifiuti come fonte rinnovabile. E per chi è attento alle procedure normative, avrà letto sicuramente l’ultimo decreto delega in materia ambientale, ultimo prodotto del governo Berlusconi. Il paradosso è che, a partire dall’applicazione della 22/97, sostanzialmente decreto Ronchi, abbiamo visto una trasformazione, a partire dal ’97, poi rivista nel 2001, e poi sancita nel 2005 con l’ultimo decreto delega in cui sostanzialmente i rifiuti diventano co-fonte rinnovabile, ed in più nell’ultima norma non si fa più tanta distinzione per quanto riguarda la raccolta differenziata. Questo significa, tradotto nella realtà siciliana, che il paradosso è tutto italiano, ma il grande affare è tutto siciliano. Facendo dei conti, noi conferiremo all’84 euro per tonnellata, 2,5 milioni di tonnellate annue. Di questa parte, una gran parte va alla termovalorizzazione. In più l’imprenditore che ha vinto l’appalto qua in Sicilia conta di poter realizzare circa 220 milioni l’anno per quanto riguarda il conferimento di 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti, che paradosso tutto italiano, avranno la possibilità di considerare il ritorno dei certificati per il contributo pubblico, e per i palermitani ulteriore incentivo, praticamente per chi realizzerà l’impianto ci sarà un costo aggiuntivo che è il trasferimento del poligono di tiro dalla località Bellolampo in località contigua al territorio di Montelepre. Quindi è chiaro che questa qua è tutta una situazione di speculazione economica. È chiaro che l’imprenditore ha l’interesse di andare a bruciare i rifiuti, ma è tutto l’indotto il grande affare: il trasporto su gommato, le stazioni, la impiantistica; stiamo parlando di miliardi di euro di affari. Siccome in Italia i rifiuti sono considerati fonti rinnovabili, abbiamo trasformato uan fonte rinnovabile in un paradosso e in un grande affare. Mi pare doveroso come rappresentante di Legambiente, collegarmi alla questione dell’eolico. Molti hanno presentato qualche perplessità rispetto a quella che doveva essere la posizione degli ambientalisti, rispetto a quella che è l’invasività dei parchi eolici. Ma lì è tutta una questione collegata a regole e normative. È ovvio che bisogna intervenire su una pianificazione per riuscire a collegare quello che è il patrimonio naturalistico, culturale ed artistico, rispetto a quelle che sono le esigenze di produzione nel territorio. È inutile pensare di attivare una sovrapproduzione, perché la nostra regione già esporta energia. Quello che dobbiamo riuscire a fare è eliminare quello che proviene dal fossile e riuscire a produrre energia attraverso le fonti rinnovabili. Può anche nel piccolo delle nostre abitudini, il singolo cittadino riuscire a contribuire ad eliminare quello che può essere l’emissione di CO2 in atmosfera. Basta riuscire ad attivare delle buone pratiche per ridurre le emissioni, quindi cambiare le lampadine a fluorescenza con le lampadine a basso consumo, utilizzare la lavatrice con sistemi razionali, un giorno al mese rinunciare all’uso dell’automobile. Sono modelli di vita che dobbiamo avere noi. Abbiamo l’obbligo di cercare di avviare delle procedure per il nostro quotidiano. |
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