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20 Febbraio 2006, Palermo - Aula magna, Facoltà di Lettere Viale delle Scienze, Università di Palermo OLTRE KYOTO: per un modello energetico alternativo in Italia e in Sicilia |
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Relazioni del convegno: - Lo Balbo - Messina - Naso - Barbera - Contorni - Federico - Tripi Italo Intervento finale di:
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Intervento Tripi Italo (CGIL) (pomeriggio)
Non essendo un tecnico faccio una valutazione squisitamente sindacale. L’idea che noi abbiamo rispetto alle questioni siciliane ruota attorno ad un tema, come noi riusciamo a prepararci per cogliere quella occasione che avremo con l’area di libero scambio euromediterranea. Noi la consideriamo una occasione storica per la Sicilia, e la Sicilia di occasioni ne ha sprecate una dietro l’altra. Io ricordo che quando iniziò il settennato di agenda 2000 eravamo tutti quanti interessati ai famosi 18.000 miliardi che avrebbero dovuto cambiare il volto della Sicilia; ora siamo alla conclusione ed il volto non è stato cambiato, per quello che ne sappiamo sono state impiegate Noi pensiamo che il Mediterraneo possa essere una grande occasione. Dentro questo ragionamento ovviamente mettiamo alcune condizioni che si devono realizzare contestualmente ad un idea di sviluppo. Allora le condizioni sono: una macchina regionale in grado di utilizzare le risorse finanziarie rispetto all’idea dello sviluppo; la liberazione della Sicilia dal dominio mafioso che è un elemento di freno; e poi ci sono due condizioni che sono fondamentali ai fini dello sviluppo economico della nostra regione, ovvero la politica del credito e le questioni energetiche. Delle relazioni che ho sentito, tutte ottime, colgo da quella di Silvestrini il suggerimento di saper organizzare bene l’offerta nella nostra Isola. Io credo che ciò sia decisivo, da un lato perché possiamo cogliere il tema del fabbisogno energetico come potenziale produttivo, dall’altro lato perché organizzando una offerta abbiamo una risposta a quello che per noi siciliani sarebbe la realizzazione di un sogno, la Sicilia industrializzata. Sono convinto che con l’iniziativa di oggi noi diamo un contributo al programma per l’Unione ma anche al programma di Rita Borsellino, ma siccome io faccio il sindacalista e non vivo di governi, quello che qui è stato discusso voglio farlo diventare una piattaforma sindacale, nel senso che io credo che dobbiamo uscire dalla fase dello studio e di elaborazione e dobbiamo entrare nella fase quella della contrattazione e del negoziato. Penso che ci siano due modi di procedere, uno è quello di aspettare il piano energetico, oppure, ed è il modo che mi piace di più, il piano energetico lo costruiamo nella rivendicazione dell’attuazione di alcune cose. Come dire, procediamo a stralci. Fare quindi una piattaforma significa individuare questioni sulle quali, in un orizzonte ravvicinato e con qualunque tipo di direzione della regione siciliana, possiamo fare qualche passo in avanti.. L’urgenza è riuscire a determinare una qualche minima inversione di tendenza. Oggi questo è possibile perché in Sicilia c’è una nuova consapevolezza che ancora 2 o 3 anni fa non c’era, e noi dobbiamo orientare positivamente questa consapevolezza, nel raggiungimento di obiettivi. In questo senso il dibattito di oggi ha dato molti suggerimenti importanti. |
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