Tutti i mass media hanno dato un grande risalto ai risultati delle elezioni
regionali della Sassonia Anhalat svoltesi domenica 26 aprile. Nella stessa giornata
però si sono svolte a Lipsia, città di oltre mezzo milione di
abitanti la seconda dopo Berlino, le elezioni comunali. In queste elezioni lk
candidato socialdemocratico ha ottenuto il 48,4% dei voti al secondo turno contro
il 29,8% del candidato comunista PDS. Il candidato del CDU si era fermato al
17% dei voti. Questi risultati confermano entrambi due tendenze di fondo nella
ex DDR a partire dalle elezioni del 1994 quando, come è noto, il cancelliere
Khol ottenne proprio in questa regione i voti necessari per la sua rielezione.
Da allora in tutte le consultazioni il CDU ha perso voti e il PDS è avanzato
o ha consolidato le sue posizioni. A Berlino e nel Brandeburgo, ad esempio,
è andato ben oltre il 30% ed ha ottenuto un modesto ma significativo
2,4% nei quartieri occidentali. Questi due ordini di risultati rappresentano
il simbolo politico del fallimento non dell'idea dell'unificazione della Germania
ma della concreta scelta politica operata da Khol e dal suo Governo CDU-Liberali.
L'alto tasso di disoccupazione e la persistente situazione di sotto salario
tra i lavoratori dell'est rappresentano il dato più macroscopico e quindi
più enfatizzato dai media. Mail processo di unificazione ha creato anche
altre situazioni di grave disagio. Nella DDR non esisteva la proprietà
privata della casa di abitazione e il sistema dell'assegnazione delle case e
il livello dei fitti erano particolarmente efficienti e moderati. Con l'unificazione
la gran parte dei cittadini della DDR sono divenuti inquilini dello Stato tedesco
unificato. Che cosa di tensione, di mobilitazione, di agitazione popolare per
la difesa del diritto alla casa a prezzi compatibili con le scarse risorse delle
famiglie. La terra era tutta proprietà dello Stato e l'agricoltura era
basata ed è basata su grandi aziende che fanno sì che a vista
d'occhio il paesaggio agrario della ex DDR rispetto a quello dei lander della
RF è completamente diverso il che ha creato altro tipo di problemi difficilmente
solubili anche perché, come diceva Manscholt, la grande azienda è
più efficiente di quella piccola.
Anche il turista più sprovveduto che visita oggi le città della
DDR ed in particolare le due Berlino est ed ovest, si rende conto che gli architetti
e gli urbanisti della DDR avevano potuto progettare la ricostruzione sulla base
dell'abolizione della rendita edilizia che ha comandato invece la ricostruzione
nella Germania Federale e anche di una cultura che proveniva dall'eredità
della Bauhaus che era stata una scuola di ispirazione di sinistra a prevalenza
comunista durante il periodo della Repubblica di Wemar. Gli altri diritti di
cittadinanza sociale oltre quelli al lavoro ed alla casa erano spesso, specie
per quanto riguarda le donne, più avanzati nella DDR di quanto non fossero
nella RFT. I grandi risultati della DDR nelle competizioni sportive internazionali,
che la facevano primeggiare specie nelle discipline più di massa come
l'atletica leggera e il nuoto, alla pari con gli Stati Uniti e l'URSS, faceva
riscontro un vivace e sofferto sviluppo culturale basato sulla continuazione
dei movimenti culturali di sinistra e comunisti dell'ultimo periodo della repubblica
di Wemar (dal Berliner Ensamble, all'espressionismo) che neanche la censura
e il grigiore generale del regime filosovietico poteva spegnere, così
come non potevano spegnere e cancellare l'insegnamento che proveniva dai classici
del marxismo fino a Rosa Luxemburg.
La DDR non era un deserto politico e culturale sorto sulle rovine di sistemi
fascisti o feudali come negli stati balcanici o nella stessa Polonia. Era un
pezzo dell'occidente, l'unico pezzo dell'occidente dove i principi del cosiddetto
socialismo reale avevano la possibilità di essere realizzati. Da un giorno
all'altro tutto questo è stato cancellato da una unificazione che è
avvenuta con sentimento di conquista e di rivalsa. Il che non poteva alla lunga
generare altro che resistenza e repulsione. Nel processo finale della DDR erano
presenti in maggioranza elementi che volevano non la fine di tutto questo ma
la democratizzazione di questo processo di costruzione del socialismo e in un
certo senso l'indipendenza di questo processo dall'occupante sovietico. Questo
era il sentimento che animava il popolo e soprattutto i giovani che negli ultimi
mesi della DDR manifestavano al di qua dal muro la loro opposizione al regime
(il popolo delle candele). Proprio questi giovani costituiscono oggi, assieme
a comunisti che esercitavano un'azione critica all'interno della SED la grande
massa degli aderenti al PDS.