Il Cepes in collaborazione con:

 

Ambiente Italia–Osservatorio Sicilia, Anci, Arci,  Attac Italia, Centro Studi Mediterranei, Centro Sic. di Doc. “G. Impastato”, Ciss, Cobas, Fiom-Cgil Sicilia, Forum Ambientalista, FNLE Cgil Sicilia, Fondaz. “Di Vittorio” Istituto Gramsci Siciliano, Legambiente , No Global di Palermo e Catania, QualEnergia, Sinistra ambientalista.

 

 

 

Contro l’effetto serra

Contro i black-out

Contro le privatizzazioni

 

 

 

Costruire dal basso

un Piano Energetico e Ambientale

in Sicilia

 

 

 

 

PER UN MODELLO ALTERNATIVO

SENZA PETROLIO  - SENZA CARBONE -  SENZA NUCLEARE

SENZA ARMI  - SENZA DOMINAZIONI - SENZA GUERRE

 

ASSIEME A UNA COMUNITA’ DEI POPOLI

DELL’EUROPA E DEL MEDITERRANEO

 

 

Palermo  4 novembre 2003 - ore 9.30

 Villa Malfitano - Via Dante 167

 

 

Verso il Social Forum Europeo Parigi novembre 2003 e il Social Forum Mediterraneo Barcellona marzo 2004

 

 


 

 

 

 

Palermo 30-31 maggio 2003

 

Si considera da più parti  giunto alla fase finale  lo sviluppo economico basato sulle energie non rinnovabili: sul carbon fossile e sul petrolio che nel ‘900, a partire dagli USA, ha affiancato e poi sostituito in gran parte il carbone.

Alla base di questa considerazione due motivi di fondo:

a)  la conclamata insostenibilità dell’uso prolungato di queste fonti di energia responsabile:  dell’effetto serra, dell’inquinamento industriale, dei disastri all’ambiente marino etc.

b)  il prossimo raggiungimento (in alcune aree già da tempo in atto come negli USA e nel Mare del Nord ) del picco produttivo dei giacimenti di petrolio. L’inizio della fase decrescente in quantità e crescente nei costi di estrazione, stimola l’attuale corsa all’accaparramento degli ultimi e più longevi giacimenti ubicati nel Medio Oriente  e delle relative vie di comunicazione.

       L’attuale fase conflittuale, dall’Afghanistan all’Iraq, fa sorgere più che in passato l’esigenza di passare a fonti energetiche rinnovabili e più pulite basate sull’energia solare (idroelettrico, vento, biomasse, fotovoltaico) da utilizzare direttamente, e in una seconda fase per produrre energia elettrica da trasformare nel combustibile del futuro: l’idrogeno.

       Il Mediterraneo rappresenta un ambiente ideale per la produzione fotovoltaica che richiede  larghe superfici non antropizzate e desertiche. Nella fascia  che corre dall’Atlantico al Mar Rosso esiste un potenziale di energia solare equivalente a decine di volte la produzione mondiale di petrolio, come ha anche recentemente ricordato il premio Nobel Rubbia.  Per la produzione  di idrogeno il Mediterraneo ha le stesse condizioni favorevoli esistenti nell’800 nella Rhur per il carbone e l’acciaio o nel ‘900 nel Texas per il petrolio. Può essere il centro e l’inizio di una nuova fase di sviluppo economico che veda contemporaneamente lo sviluppo di una produzione e di un utilizzo decentrato e reticolare  dell’idrogeno in Europa e una produzione più su larga scala nei paesi del lato meridionale del Mediterraneo.

        Un simile progetto non può essere realizzato da una singola comunità statuale europea o africana, né può essere prodotto spontaneamente da un mercato che è dominato da forze economiche (condizionate dalle multinazionali del petrolio e dall’automobile), e da forze politiche, come quelle che dominano oggi gli USA, che hanno tutto l’interesse a bloccare ogni alternativa al petrolio.

Nel 1995 a Barcellona è stato affrontato il problema della cooperazione dell’UE con gli altri stati del bacino del Mediterraneo. Questa cooperazione in quasi otto anni non ha dato nessun frutto reale perché si è scelta la strada neoliberista ed eurocentrica dell’area di libero scambio delle merci fallita e osteggiata in altre parti del mondo. Bisogna affrontare i problemi del mutamento del modello di sviluppo energetico attraverso forme di collaborazione di tipo comunitario e non solo, che permetta di affrontare il problema della sperimentazione e quello del sostegno economico e finanziario ai progetti ed alle iniziative tendenti a trasformare l’economia dei paesi del sud e del nord.

Una comunità dei popoli dell’Europa e del Mediterraneo per un mare di pace, senza guerre, senza armi, senza dominazioni.

 


 

 

Palermo 4 novembre 2003

 

Gli avvenimenti di questa estate, il caldo e le alluvioni conseguenti causati dall’effetto serra, la ripresa su larga scala dei conflitti medio orientali,che dopo l’invasione dell’Iraq tendono ad estendersi dall’Afghanistan al Libano fino alla Siria, e infine l’incredibile black-out che ha colpito l’Italia e in modo più grave il Sud e la Sicilia, hanno  confermato le analisi e le proposte formulate nell’incontro del 30/31 maggio scorso “il sole del mediterraneo“.

Questi fatti rendono più urgente l’approfondimento e la mobilitazione anche a livello regionale e locale per portare avanti un progetto di un cambiamento radicale del modello energetico.

La Sicilia non ha ancora un Piano Energetico Ambientale come previsto dalla legge nazionale e richiesto dalla grave crisi che si attraversa.

 Ma non possiamo limitarci a chiedere l’approvazione di un piano, come è avvenuto in molte Regioni, che sia soltanto un adempimento tecnico e burocratico, ma riteniamo che questo debba essere finalizzato al cambiamento dell’attuale modello energetico, e all’ utilizzazione delle energie rinnovabili, e costituisca, per la partecipazione delle popolazioni, del mondo del lavoro e della cultura, degli enti locali una svolta nel modo di concepire  e attuare i principi dell’autonomia siciliana.

Questo piano deve proporsi intanto di rinnovare e migliorare il sistema elettrico siciliano per impedire in Sicilia che scelte di organismi pubblici e privati sorti dalla privatizzazione dell’Enel possano colpire una Regione che, anche in conseguenza di una politica autonomista condotta in passato dall’ESE è oggi esportatrice netta di elettricità nel continente.

Il P.E.A.S. deve  proporsi attuando e andando oltre gli accordi di Kyoto, un percorso per  cambiare l’attuale modello , basato sul petrolio e sul carbone, con uno nuovo che sfrutti  le fonti rinnovabili (biomasse, eolico, solare,fotovoltaico,  anche per produrre l’idrogeno: l’energia del futuro). Esso deve prevedere: il risparmio energetico, lo sviluppo delle risorse idriche e dell’idroelettrico, le biomasse e il rimboschimento,  la promozione di industrie di tecnologie verdi, un nuovo sistema di trasporti,  capaci di sviluppare prospettive reali di rinnovamento ambientale e rendere così possibile una svolta sia a livello sociale che occupazionale.

Un piano che preveda anche la costituzione di un organismo unificatore che promuova la ricerca, la sperimentazione,ed anche il controllo, con la partecipazione  delle associazioni ambientalistiche, delle Università  e dei sindacati, che affidi  alle Province, ai Comuni un ruolo determinante.

L’incontro di oggi può essere l’avvio di una serie di iniziative più specifiche e settoriali che portino ad una larga mobilitazione e che coinvolgano la scuola e i movimenti giovanili che rappresentano le generazioni che più saranno colpite nel corso dei prossimi decenni, dal crescente e disastroso squilibrio ambientale.

Anche questo incontro si svolge nel quadro del movimento no-global che ha avuto inizio a Seattle e che si è propagato in tutto il mondo. E perciò importante che in questa occasione sia discussa anche  la proposta che l’insieme del movimento ambientalista italiano con la partecipazione del Cepes e de “il sole del mediterraneo” ha elaborato In vista del Social Forum di Parigi. E’ da augurarsi che nei prossimi mesi, con i paesi dell’aria euro-mediterranea si possa precisare il progetto per assicurare che dal sole del mediterraneo, possa essere prodotta anche attraverso l’intermediazione dell’idrogeno tutta l’energia necessaria a sostituire il petrolio e tutte le altre fonti non rinnovabili.

Come deciso nel convegno del 30/31 maggio si cercherà di portare avanti l’elaborazione e la ricerca per presentare al Social Forum di Barcellona le grandi linee di una comunità dei popoli dell’Europa e del Mediterraneo per un mare di pace senza petrolio,senza carbone,senza nucleare senza guerre senza armi senza dominazioni.

 


 

 

Documenti sottoscritti e approvati il 30-31 maggio 2003

 

COMITATO PERMANENTE “IL SOLE DEL MEDITERRANEO”

 

Il problema energetico è divenuto sempre più drammatico: usciamo ora da una guerra condotta dall’amministrazione americana per rafforzare il controllo sul petrolio e lo stravolgimento climatico richiede perentorie riduzioni dell’uso dei combustibili fossili. Ma questa situazione, che spinge alla scelta decisa e alternativa fondata sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e pulite, può aprire anche scenari positivi dal punto di vista della nuova occupazione e di un rapporto vitale dell’Europa con i paesi del Mediterraneo sugli scenari della messa in comune delle conoscenze scientifiche e tecnologiche e della produzione di energie pulite, attraverso forme di collaborazione solidale e paritaria anche a livello istituzionale.

A questo fine, le organizzazioni sottoscritte si impegnano a dar vita ad un Comitato permanente “Il Sole del Mediterraneo”, in modo da:

- redigere un testo programmatico sulla situazione energetica, i diritti dei popoli, la pace sulla base delle relazioni e dei contributi presentati al convegno

- organizzare il coinvolgimento di organismi istituzionali e di strutture associative per far avanzare questo progetto

- mettere a punto la documentazione appropriata sulle tematiche di carattere tecnico-scientifico, sociale e politico relative alla problematica

- assumere iniziative volte alla informazione dell’opinione pubblica, al coinvolgimento crescente del sindacato e dei movimenti

- in particolare, promuovere la maggior presa di coscienza del movimento che si è battuto per la pace sullo stretto legame tra la difesa della pace e  la messa in discussione di un modello di vita che non può mantenersi senza l’appropriazione ingiusta delle risorse del pianeta.

I primi appuntamenti ai quali lavorare saranno il Social Forum Europeo (Parigi, novembre 2003) e il Social Forum Mediterraneo (Barcellona, marzo 2004) nei quali intendiamo portare, in accordo con i comitati promotori questa tematica.

 

Palermo 31 maggio 2003-06-03

 

Cepes, Eurosolar, Fiom, Fondazione “Di Vittorio”, Forum Ambientalista, Legambiente, Movimento Ecologista, CGIL Sicilia, FNLE - CGIL Sicilia,ATTAC Italia, Legambiente Palermo Futura, Ass. Cult. “Investimento e Sviluppo”, Ist. di Ricerche Ambiente Italia – Osservatorio Sicilia, ARCI, Centro Studi Mediterranei, Centro Sic. di Doc. “G. Impastato”, CISS, COBAS, , Istituto Gramsci Siciliano, No Global di Palermo e Catania, Sinistra Ecologista, Legambiente Sicilia, Carta.

 

APPELLO PER COSTITUIRE IL COMITATO PERMANENTE PER LE ENERGIE ALTERNATIVE PULITE

PER UN NUOVO MODELLO ENERGETICO E DI SVILUPPO DELLA SICILIA

Palermo-Maggio-2003

L’era del petrolio sta per finire.

L’umanità dovrà abbandonare uno sviluppo incentrato sull’uso degli idrocarburi che produce effetto serra, divario tra paesi ricchi e poveri, guerre e instabilità tra i popoli causate dal ridursi delle risorse petrolifere.

Occorre una svolta per affermare un nuovo modello energetico ed un nuovo sviluppo eco-sostenibile, che crei posti di lavoro.

Una vera rivoluzione energetica, incentrata sulle fonti di energia rinnovabili (solare, idroelettrico, eolico, geotermia e biomasse).

La Sicilia, come il resto del Mediterraneo, è un’area geografica particolarmente idonea allo sviluppo delle energie rinnovabili.

Le condizioni favorevoli di insolazione presenti nella nostra Regione, in particolar modo, consentono un notevole ricorso ad impianti solari per la produzione di energia.

L’idrogeno sarà il futuro “combustibile” energetico, pulito da utilizzare sia per il settore autotrasporti che per la produzione di energia elettrica.

Per raggiungere l’obiettivo di modificare il modello energetico e di sviluppo della Sicilia proponiamo di:

 

ü        costituire un Comitato permanente per lo sviluppo delle energie alternative pulite;

ü        promuovere iniziative, coinvolgendo associazioni di base ed Istituzioni democratiche, per un programma di ricerca, sviluppo e produzione di energia pulita (eolico, idroelettrico, biomasse, ma soprattutto solare) e del “combustibile” idrogeno, in modo da superare gli attuali limiti delle fonti rinnovabili (discontinuità, bassa densità, alti costi per alcune) per renderle competitive;

ü        aprire un confronto con il governo regionale, sia sul Piano Energetico  Ambientale Regionale (ancora da definire  ed in gestazione da anni) e, quindi, sulle scelte strategiche prioritarie del sistema energetico da individuare, che sull’Accordo di Programma Quadro sull’energia per individuare gli interventi prioritari atti a utilizzare i fondi europei, nazionali, regionali e locali e incrementare la produzione da fonti rinnovabili;

ü        sollecitare l’Assemblea Regionale Siciliana, le forze politiche ed imprenditoriali, le Amministrazioni locali (Province e Comuni) a pronunciarsi sulla politica energetica da attuare nel Territorio.

Il comitato intende aderire a tutte le iniziative in proposito, a partire dal Social Forum Europeo di Parigi e da quello Mediterraneo di Barcellona e vorrà incontrare i parlamentari nazionali ed europei per un confronto sulla materia.

 

Nucleo promotore del Comitato Permanente per le energie alternative pulite:

CGIL Sicilia, FNLE - CGIL Sicilia, CEPES, FIOM, ATTAC Italia, Legambiente Palermo Futura, Ass. Cult. “Investimento e Sviluppo”, Ist. di Ricerche Ambiente Italia – Osservatorio Sicilia, ARCI, Centro Studi Mediterranei, Centro Sic. di Doc. “G. Impastato”, CISS, COBAS, Forum Ambientalista, Istituto Gramsci Siciliano, No Global di Palermo e Catania, Sinistra Ecologista, Legambiente Sicilia, Carta.