PRESENTAZIONE LIBRO DI LUCIANA CASTELLINA              “50 ANNI D’EUROPA”

 

Intervento di  NICOLA CIPOLLA

12 APRILE 2007

 

Questa sera Luciana Castellina si è sacrificata per venire a Palermo per presentare questo libro importantissimo per me.  Io l’ho  letto con grande interesse perché ho ritrovato molte affermazioni e ricordi sulle questioni dell’Europa ma anche delle lotte che ci sono state in corso. Questo libro credo che sia importante  per tutti perché è una presa di posizione riguardo una storia dell’Europa vista con animo sgombro senza retorica. Il timore era che con l’anniversario dei Trattati di Roma si arrivasse ad una retorica celebrativa, invece si è visto che c’è poco da celebrare per la UE non solo per i risultati scadenti ma anche per il distacco profonda tra le istituzioni comunitarie e la massa dei cittadini europei come è dimostrato dalle varie crisi che si sono succedute e  in maniera particolare l’affossamento del cosiddetto statuto della Comunità.

Questo libro non è solo molto documentato ma è anche un libro bello da leggere. Io dico che vi ho trovato tre medaglioni sui fondatori e pilastri della Comunità. Il primo è su Jean Monnet che tutti ritengono il fondatore della UE e invece non solo vi è la dimostrazione che non è stato lui soltanto ma c’è anche una descrizione del personaggio, della sua storia  anche intima  e familiare, lui che, come di solito capita è un dirigente che si innamora della sua segretaria che lascia il marito, segretaria italiana, per poterla sposare se ne va in Russia e questa diventa cittadina sovietica e se ne vanno a Shanghai  a sposarsi.  Per dire che era il personaggio che viaggiava in mezzo a tutte le vicende internazionali di quel periodo molto trafficato che è tra le due guerre. Naturalmente l’Europa di Monnet ha un vizio d’origine che è quello di essere un’Europa che nasce dall’esigenza militare di far rientrare la Germania dentro l’occidente nel quadro della guerra  fredda e quindi tutte le opposizioni delle forze di sinistra a questo processo. Legato a questo c’è un altro medaglione che riguarda la Krupp. La famiglia tedesca dei Krupp era stata une delle più importanti che avevano finanziato la nascita del nazismo, che avevano condotto la guerra ed il riarmo, Alfred l’ultimo rampollo era anche nelle SS naziste, quindi, era stato condannato a Norimberga come criminale di guerra ed aveva avuto 12 anni di carcere. Al momento della CECA (Comunità del carbone e dell’acciaio) la sinistra socialdemocratica tedesca dice: visto che ci sono queste grosse industrie tolte a questi magnati  razionalizziamole ma arriva il governatore americano della zona tedesca e dice no, dopo che il tribunale lo aveva condannato e fa un suo decreto per dire la condanna è tolta, viene riconosciuta la proprietà privata dei Krupp gli danno un contributo e lo mettono di nuovo alla testa del più grande complesso industriale tedesco che era stato responsabile della I e II guerra mondiale perchè aveva fornito  i cannoni. Altro medaglione che io vi vorrei segnalare per la lettura riguarda un nostro vicino e cioè Altiero Spinelli, a pag. 110 e 111, che era in galera assieme a Gramsci e con tutta la sinistra. Mentre era in galera viene espulso dal PC però lui ha questa ispirazione europeista. Quando lui esce  si schiera per il federalismo europeo, critica in parte il modo come viene organizzata ala CECA con Krupp, però lui ha capito che l’Europa si fa perché c’è l’America che vuole l’Europa, e dice, letteralmente se si fa una  bella guerra , giusta contro l’Unione Sovietica si può arrivare all’unione politica in Europa anche perchè nella fase in cui dice questo l’US non aveva i missili necessari per il bilanciamento di poteri.

Io ho voluto citare queste cose, il libro è molto documentato e molto bello, perchè ci dice in quale misura si è sviluppata questa UE , prima la CECA, poi il MEC poi tutte le altre politiche. E si  sviluppa in una direzione che  è quella del neoliberismo. Nel libro è anche descritta la fase iniziale cioè prima del Trattato di Roma che c’è l’incontro a Messina dei Ministri degli Esteri. E si fa a Messina perchè ci sono le elezioni e Martino deve avere questo come elemento trascinante delle elezioni. E i delegati se ne vanno a Taormina a fare una passeggiata mentre i liberali, senza che nessuno intervenga e capisca di che si tratta nella DC nazionale, scrivono i principi del Trattato su base liberista, io dico che quello che hanno deciso a Messina è come una di quelle bombe che si lanciano nel terreno e che poi vanno ad esplodere quando uno ci passa. La situazione, lo descrive molto bene, resta però ferma perché questa comunità in sostanza non la vuole nessuno, è stata un pretesto,  non la capisce nessuno. L’Europa cammina diversamente perché in Europa con la guerra fredda tra Russia  e America entrambe influiscono sulla ricostruzione dell’Europa. L’America influisce con quello che dice Gramsci, dai Quaderni del carcere, con il fordismo, la pressione russa fa si che le forze socialdemocratiche in Europa ed anche i comunisti italiani che sono la grande forza socialista dell’Europa occidentale. Sono avvantaggiati dal confronto con i capitalisti nazionali  per l’istituzione dello stato sociale. Questo senza questa spinta non sarebbe mai arrivato a questo punto. Tanto è vero che quando comincia lo stato sociale ad essere attaccato? Quando, come dice Berlinguer, finisce la spinta propulsiva dell’URSS. Ed anche per la sinistra nel libro.

La sinistra in un primo momento è contraria e non capisce. Abbiamo voluto ricordare nell’invito una frase di Antonio Gramsci che dice che in Europa ci sono forze che vogliono l’unità europea se queste forze riusciranno tutto  diventerà   come il processo di unificazione dell’Italia, lui ci  aveva avvisato del fordismo e dell’Europa però mentre si costruisce il partito comunista questi mattoni non si considerano e si guarda la realtà nazionale e prevale nella sinistra un atteggiamento giustificatissimo di opposizione alla costruzione europea. Poi c’è nello sviluppo una modificazione  che arriva con il centro-sinistra con la sua crisi con l’arrivo dei parlamentari italiani al Parlamento Europeo con Amendola e Nilde Jotti e arriviamo lì e siamo sperduti nel senso ce noi eravamo contrari,loro dicono che i comunisti non dovrebbero entrare, però quando entriamo faccimo il nostro dovere e ci imbattiamo in  una Comunità che è al di là delle nostre peggiori aspettative. Io ho fatto il deputato regionale siciliano e sapevo cos’era la corruzione negli assessorati della Regione Siciliana, poi ho fatto il parlamentare nazionale ed mi sono occupato di agricoltura e quindi della Federconsorzi , avevo un sodalizio con Ernesto Rossi che mi incoraggiava a camminare sulla strada della lotta alla Federconsorzi , ormai scomparsa ma era il perno. E quando arriviamo a Bruxelles ci accorgiamo  che la questione è molto più grave. Perché bene o male all’ARS c’era un’opposizione e un Parlamento, al Parlamento lo stesso, lì invece la Commissione non aveva nessuna delle pressioni democratiche che hanno a livello anche della Regione Siciliana. E ci accorgiamo, io specialmente che mi occupavo della questione agraria, ci ritroviamo che la politica agricola comune è stata scritta dal Ministro Tassinari fascista tramite  il direttore generale Albertario che veniva dalla Federconsorzi. Quale liberalismo, la politica agricola è corporativismo fasciata, ci sono gli ammassi e c’è  un particolare forma di aiuto inventata proprio da Tassinari   che era la restituzione delle esportazione delle eccedenze. Questo nell’Ente Risi, l’organismo corporativo più forte degli agrari della Valle Padana  che produceva più riso di quello che gli italiani potevano consumare e quindi si faceva l’ammasso  e si esportava a prezzo inferiore. I regolamenti comunitari sono stato fatti con questo mattoni. Così  noi ci incontriamo  d’istinto prima d’accordo con i socialdemocratici è per la critica alla  politica comunitaria che teneva il costo della vita, con i gaullisti francesi che attaccano la Commissione   e il sistema di gestire fuori dalle patrie degli eurocrati, contro l’EUROPA DELLE PATRIE diceva De Gaulle  e poi con i socialisti del mezzogiorno della Francia, era presidente mio della Commissione agricoltura, che sono delle zone vinicole e quindi presentano la questione dei prodotti mediterranei. Ad un certo momento c’è una modifica di 180° perché fallisce il disegno di Berlinguer dell’eurocomunismo, cioè  di una Europa che sia né con questi né con quelli, come era l’emendamento, presentato da Luciana Castellina, avendo la maggioranza della federazione di Palermo dell’80%, al congresso di Firenze, quello in cui si discusse anche del nucleare. Questa linea non passa e c’è uno spostamento di 180°, cioè il PCI, che era aprioristicamente contro, accetta tutto, fa di Spinelli il suo emblema e lui come ringraziamento fa un’intervista a Le Monde e risponde, alla domanda del giornalista che gli dice: ma tu come ti sei aggregato al banco comunista, che è il PCI che si era aggregato alla sua linea. Questa è la storia che poi ci porta in tempi più recenti ma non voglio tediarvi ancora. Voglio concludere con un’affermazione di prospettiva. Voglio dire la CEE non è soltanto questo ci sono alcune cose positive che noi dobbiamo dire. La prima è l’allargamento fino ai 15 paesi, ogni volta che c’è stato un allargamento questo ha coinciso con una crisi internazionale in cui il potere degli Stati Uniti era diminuito. L’Inghilterra accetta di entrare nella CEE quando finisce l’impero inglese, l’India si libera, e si porta Danimarca e gli altri. I tre paesi mediterranei  di antico fascismo, come la Spagna e il Portogallo  e  uno di recente fascismo come la Grecia, perché questo fascismo era avvenuto sotto l’ombrello della NATO, questi rovesciano i regimi fascisti e cercano di incontrare la CEE. E poi tutta la catena dei paesi non neutrali che, dopo la caduta del muro di Berlino, l’Austria, la Svezia, la Finlandia accedono, e fino questo  momento  è un successo. Invece l’elemento grave è successivo quando entrano i 10,cioè paesi del blocco orientale che prima di entrare nella UE entrano nella NATO e diventano paesi satelliti degli Stati Uniti. Questi oggi sono  una contraddizione all’interno della UE. La seconda  questione importante è l’euro che, anche se si presenta legato a Maastricht, senza un controllo democratico, senza un piano di sviluppo, rappresenta però, in questo momento,  un’alternativa al dollaro ed è una contraddizione all’interno delle forze imperialiste. Io poi, siccome mi occupo di ambiente con il CEPES da 20 anni a questa parte, penso che l’Europa ha svolto una funzione importante in questi ultimi anni, per quanto riguarda l’ambiente. Gli accordi di Kyoto senza l’Europa non sarebbero arrivati ad essere ed essi sono la questione fondamentale in questo secolo. Se non si risolve il problema dell’ambiente il rischio è della sconfitta  generale di tutta l’umanità.

Il libro si ferma però ai 15. Dobbiamo comprare tutti questo libro  per leggero veramente e non per metterlo nello scaffale,  ma anche per un altro motivo che voglio  sottolineare:  cioè se lo compriamo tutti si esaurisce la I edizione e speriamo nella II edizione che Luciana faccia con la prospettiva cioè qual è la missione dell’Europa che  noi vogliamo, un’Europa della pace, dello stato sociale  e soprattutto un’Europa che salvi l’ambiente nel mondo. Per questo ringrazio Luciana per il  libro e poi per essere venuta