IN RICORDO DI PIO LA TORRE
I missili Cruise della NATO da Comiso (1982) a Belgrado (1999)

 

La guerra scatenata dalla NATO nei Balcani fa acquistare quest'anno un significato particolare all'anniversario della morte di Pio La Torre.
Non si tratta di ripetere un rito che nel corso degli anni si è andato sempre più dimostrando formale e privo di significato. Questo tipo di celebrazioni a Pio non sarebbero mai piaciute. Ricordare Pio nel corso di una lotta per la pace che vede impegnate forze varie del nostro Paese e a Palermo acquista un significato: come rendere utile alla lotta di oggi il ricordo delle esperienze della lotta per la pace nel 1981-82 in una situazione che è certamente diversa profondamente e storicamente. Non è senza significato, permettetemi di dirlo, poi, il fatto che sia il CEPES a promuovere questo incontro. Fu proprio Pio La Torre nel suo tentativo di rinnovare il partito e la sinistra in Sicilia a promuovere la costituzione del CEPES così come è definito nel suo Statuto e vorrei dire così come abbiamo cercato di farlo agire in questi anni. Il CEPES che si propone il compito di elaborare analisi e proposte riguardanti aspetti generali e particolari dell'economia, dell'autonomia e della cultura della Sicilia, nell'ambito dello sviluppo economico, sociale e politico dell'Italia, dell'Europa e del Mediterraneo, al fine di favorire la creazione di piattaforme e strumenti per una politica di progresso.
Questi compiti fino ad un certo periodo ella vita del PC in Sicilia erano stati assolti dallo stesso partito attraverso le sue Commissioni di Lavoro che a livello regionale potevano disporre di personalità, risorse tecniche e culturali molto importanti. Ma per tanti motivi questo era venuto meno soprattutto nel periodo del consociativismo mentre nel contempo si sviluppava una maggiore autonoma rispetto al passato delle organizzazioni sindacali e si presentavano sulla scena forze nuove specialmente il movimento ambientalista.
Il CEPES fu concepito da Pio e da quelli che poi abbiamo lavorato come un istituto di cultura, di studi ed iniziative fondato e sostenuto da militanti del movimento dei lavoratori, dalle organizzazioni sindacali, cooperative e cultuali democratiche, da uomini di cultura, da ricercatori, studiosi e tecnici. Cioè costituire un punto di incontro tra comunisti e portatori di culture diverse con la partecipazione delle organizzazioni sindacali che non ne compromettesse l'autonomia e permettesse questi momenti di confronto e di unificazione.
Il 30 aprile 1982 egli fu vittima assieme a Rosario Di Salvo di un agguato di mafia nel corso di una stagione di lotta aspra e dura per la pace e contro la mafia all'indomani del suo ritorno in Sicilia.
Gli obiettivi di quella lotta erano da un lato la mobilitazione dei siciliani per impedire l'installazione dei missili Cruise a Comiso attraverso un accordo USA-URSS per lo smantellamento di tutte le armi dello stesso tipo piazzate all'est come all'ovest. La piattaforma siciliana di lotta per la pace era qualche cosa di originale per il modo come era concepita e condotta, anche perché nel centro del partito non c'erano opinioni comuni sul modo come affrontare questo problema (come c'era stato ad esempio negli anni di Togliatti per la petizione contro la bomba atomica e per l'interdizione dell'uso delle armi atomiche e per l'incontro dei 5 grandi). Dall'altro lato, la lotta contro la mafia, per chiedere allo Stato segnali decisivi di fronte agli assassinii di magistrati e uomini politici con l'approvazione di una legge che definisse l'appartenenza alla mafia come un reato e colpisse il patrimonio dei mafiosi e dei loro complici.
La morte di Pio non arrestò questa lotta, un milione di siciliani firmarono l'appello che lui assieme ad esponenti del mondo della sinistra laica e cattolica aveva lanciato (poi si arrivò ad un accordo internazionale per lo smantellamento di tutti i missili di quel tipo).
Il Parlamento italiano in risposta all'assassinio approvò d'urgenza la legge presentata da Pio La Torre aprendo così nuove possibilità della lotta contro la mafia
I movimenti dell'81 e dell'82 in fondo continuavano l'azione per la pace e la coesistenza pacifica, ed in Sicilia contro la mafia, che a partire dall'occupazione americana del '43 ha assunto un ruolo di rilievo nella società siciliana che continua ancora oggi. Questa lotta aveva dato sostanza all'azione del PCI e di tutte le forze che si erano man mano ad esso unite per ottenere l'attenuarsi e se possibile la fine della cosiddetta guerra fredda scatenata all'indomani della II guerra mondiale dopo il discorso di Fulton di Winston Churchill, e l'avvento di Truman. dopo la morte di Roosevelt . Nel primo dopoguerra la parola d'ordine "terra non guerra" collegava strettamente la lotta per la pace e la lotta per la riforma agraria. Così nel '68 e negli anni seguenti i grandi movimenti di lotta nelle scuole e tra la gioventù e nelle fabbriche erano collegate all'azione di solidarietà per l popolo Vietnamita, così nel 1981-82 ci trovavamo in una fase di recrudescenza della guerra fredda.
La corsa agli armamenti ebbe l'effetto di rafforzare l'economia degli Stati Uniti che per 50 anni hanno utilizzato lo strumento della spesa pubblica, anche in deficit, per suscitare una domanda effettiva che tenesse in tensione l'economia americana e cioè assicurasse alle industrie fondamentali (nucleari, elettroniche, informatiche, chimiche, aerospaziali, etc.) un flusso di ordinativi militari tali da garantire pieno impiego degli impianti, sviluppo della ricerca e piena occupazione in settori vitali che hanno trainato il resto dell'economia americana. Il filo rosso delle spese militarti comincia con la guerra in Corea e si snoda per tutta la durata della guerra fredda passando per il Vietnam (50 anni di keynesismo militare, sempre più "warfare" sempre meno "welfare").
Negli anni '80, gli anni di Reagan e di Bush, gli Stati Uniti si impegnarono in spese militari più alte che mai nel passato con un indebitamento spettacolare.
Al contrario la corsa agli armamenti ha minato l'economia pianificata, la società e lo Stato dell'Unione Sovietica sottoposta per 70 anni ad una serie di confronti di tipo militare che ne hanno snaturato le finalità rivoluzionarie, irrigidito le strutture di potere, impedito ogni possibile modificazione.
Norberto Bobbio parla di fine per "sfinimento" dell'URSS.
Ma né lo smantellamento delle basi missilistiche come Comiso e neppure il dissolvimento dell'URSS e del Patto di Varsavia hanno fatto cessare il dispiegamento e l'uso di armi sempre più tecnologicamente perfette di cui i Cruise rappresentano una specie di simbolo. Il simbolo di uno sviluppo scientifico, tecnologico ed economico distorto prodotto da una politica di dominio e di guerra cinicamente portata avanti da ristretti gruppi di potere che opprimono, deprimono e disorientano in primo luogo la stessa maggioranza del popolo americano, le sue istituzioni democratiche, il suo spirito di pace. La cultura americana più avanzata con i suoi economisti e sociologi "liberal", con le sue campagne di stampa, con l'impegno civile di una parte della sua cinematografia denunzia in continuazione questa situazione e queste tendenze in modo molto più efficiente e continuo di quanto ormai non faccia la sinistra europea.
La NATO, avendo ottenuto il suo scopo dichiarato che era quello del dissolvimento dell'URSS e del Patto di Varsavia e la fine della minaccia di un'invasione militare comunista (che in realtà era finita da decenni), doveva essere sciolta per rafforzare altre istituzioni internazionali a cominciare dall'ONU e per permettere all'Unione Europea di sviluppare il suo lento processo di costruzione autonoma. Ma nessuno lo ha chiesto neanche in termini di propaganda (cioè con la fine dell'URSS è quasi scomparso dall'orizzonte della sinistra il dibattito, la propaganda e l'azione contro l'imperialismo, contro le guerre locali che intanto si andavano diffondendo e per la pace).
Invece per continuare a giustificare una politica di spese militari crescenti, come quella proposta dall'ultimo Clinton, graziato dal Senato dopo i bombardamenti in Iraq, si cerca di dare alla NATO nuovi compiti e nuove motivazioni con guerre locali e in ultimo, in ordine di tempo, con l'attuale, brutale, illegittimo intervento in Yugoslavia. La nuova missione che viene proposta alla NATO è quella di essere il gendarme del mondo per la difesa di diritti umani individuati e decisi da essa scavalcando e annullando quel poco di organizzazione mondiale che, a partire dalla fine della II guerra mondiale con l'ONU e le altre strutture ad essa collegate, si era determinata.
Di fronte a questo tentativo di una nuova crociata che vorrebbe affidare alle nazioni "bianche" lo stesso compito che i conquistadores cattolici spagnoli si ripromettevano di raggiungere nei confronti degli Indios delle Americhe dopo le scoperte della metà del millennio la sinistra italiana ed europea si trova impreparata e confusa. Le riflessioni portate avanti in occasione dell'anniversario di 150 anni di lotte sociali e antimperialiste suscitate dalla cultura del Manifesto di Marx e di Engels ci hanno aiutato a comprendere l'attualità di quel messaggio ed anche le nuove opportunità che in tutto il mondo si sono realizzate soprattutto attraverso lo sviluppo e il compimento di un processo di liberazione dei popoli coloniali e delle zone più arretrate del mondo ed anche attraverso l'acquisizione e il riconoscimento di diritti sociali di cittadinanza che costituiscono il risultato più importante di questa lunga fase di lotta.
Abbiamo bisogno di riflettere e di comprendere il significato degli eventi che si stanno producendo in questi giorni e per far questo ci può essere d'aiuto il ricordo delle lotte passate, dell'intelligenza e del coraggio con cui furono affrontate imprese che sembravano disperate, con la consapevolezza anche che oggi nel mondo non siamo al 1492 ma, attraverso un processo rivoluzionario di lotta contro il colonialismo e l'imperialismo, sono emersi in mezzo a tante difficoltà e contraddizioni popoli, società, Stati che possono avere un ruolo decisivo. Di fronte agli orrori ed agli errori prodotti dall'azione della NATO possono sorgere nuove contraddizioni, entrare in campo nuove forze, anche inattese, come i risultati del referendum del 18 aprile scorso hanno dimostrato (non è un caso che le forze che più apertamente si sono battute contro gli asinelli e gli elefanti che vogliono introdurre in Italia una democrazia mutilata e scorretta come quella che si sta realizzando in America sono anche quelle che oggi sono più schierate nella critica e nell'azione contro l'intervento NATO in Jugoslavia). Bisogna che la sinistra sia capace, come avvenne nei pochi mesi del ritorno in Sicilia di Pio La Torre nell'81-82, di uscire dall'avvilimento di anni di consociativismo e creare un largo fronte di alleanze e di riportare la Sicilia in primo piano nella lotta per la pace e la democrazia nel nostro Paese.
Questa nostra riunione di oggi si inserisce in un movimento di lotta attuale che cerca di articolarsi in forme varie e di darsi degli obiettivi fondamentali. Bisogna fare emergere non solo obiettivi concreti ed immediati che aiutino a realizzare rapidamente la fine dei bombardamenti, la fine l'intervento NATO, l'entrata in campo dell'ONU con garanzie che assicurino la convivenza pacifica di etnie diverse nel Kosovo e in tutta la penisola balcanica. Ma bisogna anche guardare più in là. I primi 35 giorni di guerra hanno dimostrato che l'esistenza della NATO mette in pericolo non solo le popolazioni sottoposte all'intervento ma anche lo sviluppo dell'Unione Europea e la stessa esistenza dell'ONU come punto di incontro decisivo per regolare i rapporti tra le varie parti del mondo.
Questi tre obiettivi devono essere presenti in tutto il proseguo dell'azione di forze che si definiscono forze di progresso e di pace.


Nicola Cipolla


Il 30 aprile 1982, nel corso di una stagione di lotta aspra e dura per la pace e contro la mafia, veniva assassinato Pio La Torre.
Per la pace: per impedire l'installazione dei missili Cruise a Comiso attraverso un accordo USA - URSS per lo smantellamento di tutti i missili dello stesso tipo all'est come all'ovest.
Contro la mafia: per chiedere allo Stato segnali decisivi di fronte all'acutizzarsi degli assassinii di mafia di magistrati e uomini politici con l'approvazione di una legge che definisse l'appartenenza alla mafia come un reato e colpisse il patrimonio dei mafiosi e dei loro complici.
Invece negli anni '80, gli anni di Reagan e di Bush, gli Stati Uniti si impegnarono in spese militari più alte che mai nel passato.


La morte di Pio non arrestò questa lotta, un milione di siciliani firmarono l'appello che lui assieme ad esponenti del mondo della sinistra laica e cattolica aveva lanciato ed in definitiva poi si arrivò ad un accordo internazionale per lo smantellamento dei missili. Il Parlamento italiano, in risposta all'assassinio, approvò d'urgenza la legge presentata da Pio La Torre aprendo così nuove possibilità nella lotta contro la mafia.
La lotta del 1981-82 in fondo continuava un movimento per la pace e la coesistenza pacifica, e in Sicilia contro la mafia, che aveva dato sostanza all'azione del PCI e di tutte le forze che si erano man mano ad esso unite per ottenere l'attenuarsi e, se possibile, la fine della cosiddetta "guerra fredda" scatenata all'indomani della fine della II guerra mondiale dopo il discorso di Fulton di Winston Churcill, dopo la morte di Roosvelt e l'avvento di Truman.
Il principio della coesistenza pacifica, del controllo e della riduzione degli armamenti, portato avanti dai comunisti e dalle altre forze di pace, aveva anche uno scopo: quello di agevolare specie dopo la morte di Breznev il processo di rinnovamento tentato in Unione Sovietica.


Invece negli anni '80, gli anni di Reagan e di Bush, gli Stati Uniti si impegnarono in spese militari più alte che mai nel passato. La corsa agli armamenti ebbe un doppio effetto di rafforzare l'economia degli stati uniti che per 50 anni hanno utilizzato lo strumento dell'intervento della spesa pubblica anche i deficit per assicurare una domanda effettiva che tenesse in tensione l'economia americana cioè assicurasse alle imprese fondamentali (nucleare, elettronico, informatico, chimico, aerospaziale, etc) un flusso di ordinativi militari tali da garantire pieno impiego degli impianti, sviluppo della ricerca e piena occupazione in settori vitali che hanno trainato il resto dell'economia americana. Il filo rosso degli investimenti militari comincia con la guerra in Corea e si snoda per tutta la durata della guerra fredda passando per il Vietnam.


Al contrario la corsa agli armamenti ha minato e sfiancato l'economia e la società e lo Stato dell'Unione Sovietica, sottoposto per 70 anni ad una serie di confronti di tipo militare che hanno impedito una equa ripartizione delle risorse a favore dello sviluppo della società.
Ma né lo smantellamento delle basi missilistiche come Comiso e neppure il dissolvimento dell'URSS e del Patto di Varsavia hanno fatto cessare il dispiegamento e l'uso di armi sempre più tecnologicamente perfette di cui i Cruise rappresentano una specie di simbolo. Il simbolo di uno sviluppo scientifico, tecnologico ed economico distorto prodotto da una politica di dominio e di guerra cinicamente portata avanti da ristretti gruppi di potere che opprimono, deprimono e disorientano in primo luogo la stessa maggioranza del popolo americano, le sue istituzioni democratiche e il suo spirito di pace.


La NATO avendo ottenuto il suo scopo principale che era quello del dissolvimento del Patto di Varsavia, che in verità si costituì dopo e la fine dell'Unione Sovietica e della minaccia comunista (che in realtà era finita da decenni) doveva essere sciolta per rafforzare le altre istituzioni internazionali a cominciare dall'ONU.
Ma invece siccome l'esigenza è quella di continuare una politica di spesa militare, la NATO cerca nuovi compiti e nuove motivazioni per continuare a tenere alto il consumo e la produzione di mezzi bellici sempre più sofisticati. La nuova missione che viene proposta alla NATO è quella di essere il gendarme del mondo per la difesa dei diritti umani. Una nuova forma di totalitarismo a giustificazione di una politica di dominio.
Quindi la lotta per la pace oggi assume una qualità diversa rispetto a quella del passato e la sinistra si trova impreparata di fronte a questo tentativo di una nuova crociata per i "diritti umani" che vorrebbe affidare alle nazioni "bianche" lo stesso compito che i conquistadores cattolici spagnoli si ripromettevano di raggiungere nei confronti Indios delle Americhe scoperte.